Inaugurazione: 19_ottobre_2017 dalle_18.30

Auditorium_Piero_Calamandrei   La_Scala_Studio_Legale   Via_Correggio_43   Milano

L’epifania della sospensione di Olga Gambari

Le città rivelano se stesse nei momenti di sospensione della vita quotidiana.
Quegli istanti che si aprono rallentando fino alla fissità, diventando fermi immagine. Per esempio nelle ore notturne, all’alba o durante le vacanze estive.
Il flusso vorace della vita quotidiana arresta temporaneamente il suo ‘consumismo’, con cui snatura i luoghi che l’accolgono. E li lascia liberi di essere.

In questa dimensione l’insieme si apre in un respiro distensivo, sciogliendosi in un mosaico di frame che lo compongono. Volumi, forme, segnature, dettagli, colori perdono il loro valore descrittivo per apparire come pure visioni ed evocazioni.

Il punto di vista si può differenziare in un’analisi visiva ravvicinata e intima, dalla suggestione spesso inaspettata. Questo è lo stesso meccanismo messo in atto da Memeo, che nel tempo si è immerso nelle profondità del paesaggio urbano, partendo dallo scivolare sulla superficie per poi filtrarvi dentro attraverso la trama del suo tessuto sia fenomenologico sia immaginifico.

L’occasione è stata il conflitto vissuto con il paesaggio delle periferie, percepito dall’artista nella sua biografia come irrimediabilmente alieno e alienante.

Con la fissità dei suoi sguardi entomologici Memeo ha via via reso astratta la figurazione, per andare sotto pelle in cerca del suo senso e della sua identità. Piccole, continue appropriazioni e conoscenze personali. Oltre l’apparenza, per raggiungere il silenzio, praticando una sorta di contemplazione estatica che richiama l’esposizione del processo fotografico…